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martedì 12 gennaio 2016

progetto Natale Gentile....qualche riflessione


Come scrivevo qualche settimana fa, a dicembre ho accolto la proposta di Daniela e del suo "calendario dell'Avvento per diffondere gesti gentili".
Il progetto consisteva nel realizzare 24 "random acts of kindness" uno per ogni giorno dell'Avvento. Si poteva seguire la lista creata da Daniela oppure crearne una propria. Inoltre c'era la possibilità di seguire anche la pagina Facebook "Natale Gentile" piena di spunti e ispirazioni a tema.

Com'è andata?

Premesso che non ho voluto seguire alla lettera l'elenco redatto da Daniela, ma neanche mi sono impegnata a stendere una mia lista pensando di potercela fare strada facendo, direi che è andata benino (ma potevo fare di meglio) e vi spiego perchè:

- non avendo una to-do list già pronta e da seguire, mi sono un pò dispersa e quindi invece di 24 i miei random acts of kindness sono stati molto molto meno....

-ho vissuto l'esperienza un pò con il "freno a mano tirato" perchè mi sono scontrata con i soliti pensieri autosvalutanti che mi accompagnano quando voglio fare cose nuove (ad esempio avevo dipinto dei biglietti natalizi con l'idea di metterli nelle cassette della posta dei vicini, ma alla fine non li ho dati perchè pensavo non fossero così belli e che mi sarei resa ridicola)

 - ho trovato difficile pensare ad atti gentili e disinteressati, probabilmente perchè non sono abituata ad essere gentile quotidianamente, e invece sono persa in altri pensieri, dinamiche sia famigliari che lavorative che lasciano poco spazio alla spontaneità (lavoro, faccende domestiche, doveri...)

Ma l'esperienza comunque mi è piaciuta e per quanto il gesto sia stato piccolo, almeno ho provato ed è stato meglio di niente.

Cos'ho imparato?

- ogni gesto gentile che ho fatto mi ha riempito il cuore e rallegrato la giornata, forse di più di chi ha ricevuto il gesto!

- sono più sensibile al tema della gentilezza e ho osservato che in giro ce n'è veramente bisogno, sarebbe necessario fare iniziative così più spesso per scuotere un pò le persone assuefatte dalla società individualista di oggi ad uscire dal guscio.

- ho scritto un'affermazione per aiutarmi a diventare più gentile, da ripetere il più spesso possibile durante la giornata: " Io sono una persona gentile e mi circondo di persone positive e gentili"








lunedì 11 gennaio 2016

La gentilezza



Abbiamo appena concluso una splendida cerimonia di posa della prima pietra del Moksha Mandir di Swami Kriyananda. Questo bell'edificio, in cui riposeranno le sue spoglie  mortali,sarà un luogo di meditazione e ispirazione per migliaia di visitatori.
Sono state raccontate molte storie su Swamiji, ma questa mi ha toccato più di tutte.
 Circa un anno prima del suo trapasso, Swamiji tornò in India, rigido e dolorante dopo il lungo volo. Un'amica gli consiglio di farsi fare un massaggio da un terapista che era venuto qualche volta nel nostro ashram di Gurgaon. Dopo il trattamento, Swamiji suggerì al giovane che sarebbe stato più facile per lui usare un tavolo da massaggio, invece di doversi sporgere sopra il letto.
L'uomo risposte; "Sì, signore, sarebbe bello, ma ho una moglie e dei figli piccoli e non ho del denaro extra per acquisti di questo tipo. Per riuscire a mantenerli ho due lavori".
Swamiji disse: "Sarei felice di comperarti il tavolo".
Profondamente sorpreso di ricevere un'offerta simile da qualcuno che aveva appena conosciuto, l'uomo protestò: "Oh, signore, sono molto cari". Swamiji  chiese quanto costassero e, quando il giovane gli fece una stima, gli disse di cercarne uno e che lo avrebbe pagato lui.
Il giorno dopo il giovane tornò e disse timidamente a Swamiji che in realtà il prezzo era quasi il doppio  della sua stima. Swamiji insistesse nel volerlo acquistare comunque e chiese che il conto venisse spedito direttamente a lui.
Quando il giovane lascio l'ashram, stava piangendo. Raccontò a uno dei membri di essere un orfano, cresciuto nelle strade di Delhi dovendo cavarsela da solo. Per tutta la vita c'era stato un dolore nel suo cuore "Ho pregato Dio di farmi sentire l'amore di un padre" disse. "Oggi la mia preghiera è stata esaudita e finalmente so che Dio mi ama".
Swamiji ci ha mostrato molte qualità divine, ma la gentilezza verso gli estranei era tra le sue caratteristiche più dolci.  Era supremamente distaccato dal denaro, che considerava di proprietà della Divina Madre.
Anche noi possiamo essere canali del Divino, semplicemente scegliendo di esserlo. Ecco una piccola sfida: Dio verrà a te oggi nella forma di qualcuno, forse di un estraneo, che ha bisogno di una parola o di un gesto gentile. Stai all'erta e cerca di riconoscerLo, nascosto in quella forma. Poi donaGli gentilezza e amore. Così facendo, potrai cambiare completamente la vita di qualcuno. Forse la tua.

Nell'amore di Dio
Nayaswami Jyotish


(brano tratto da "Un Tocco di Luce" di Nayaswami Jyotish & Devi)

giovedì 24 dicembre 2015

Il mio augurio







Ed è già arrivato anche Natale. Con un bimbo in casa abbiamo passato settimane a decidere cosa scrivere nella letterina a Babbo Natale, a cantare le canzoncine della recita della scuola materna.  E poi fare l'albero in tre, osservare le lucine sul balcone, metterci a disegnare biglietti natalizi con gli acquerelli e i brillantini,
seguire l'esempio di Daniela e del suo Natale Gentile, cercando di diffondere gentilezza con gesti, parole e pensieri (e di questo mi piacerebbe dare un feedback in un altro post).
Ecco, questo è stato per me l'avvento quest'anno....e quello che vorrei augurare a me, alla mia famiglia e a tutti voi che passate di qui:
che sia un Natale pieno di amore, di consapevolezza della propria luce interiore (anche se non si vede ce l'abbiamo!!!) e di condivisione della gioia con le persone amate!





domenica 8 novembre 2015

Di sogni e di stelle



Lo so. Sono latitante da un pò sul blog.
Ma sto cercando di realizzare un sogno e ci vuole tanta energia e determinazione.
Intanto settimana prossima inizia il secondo anno della Scuola di Naturopatia e chi l'avrebbe mai detto? Un anno è già passato....
Mi preparo ad aprire le mente a nuove conoscenze.
Nel frattempo alzo lo sguardo all'insù e m'inebrio di blu e di stelle in questa dolce estate di S. Martino.

Buon inizio settimana!

venerdì 30 ottobre 2015

Un libro ispirante

Sono appassionata di libri e, come ho già scritto molte volte, potrei passare molto del mio tempo libero in libreria o in biblioteca sfogliando e assaporando pagine piene di parole che mi consentono di ampliare la mia visuale, di aprire prospettive inaspettate, di farmi sognare altre realtà.
L'ultima delle mie letture, a parte i libri di studio della scuola di naturopatia, è stata "L'arte di rimettersi in piedi" di Amy Purdy.




Si tratta di un'autobiografia di una persona che considero "speciale". Speciale non perchè abbia due gambe bioniche dall'età di 19 anni, oppure perchè abbia vinto la medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Sochi 2014, o infine perchè sia stata finalista nella gara di Ballo "Dancing with the Stars".
Questa ragazza per me è speciale perchè nonostante la vita le abbia riservato una batosta dal punto di vista della salute fisica, è riuscita, con il potere della mente, il pensiero positivo, le visualizzazioni...a vedersi e sentirsi una persona come tutti noi e a realizzare i suoi sogni.

"...Non esistono coincidenze. Nè errori. Nè eventi fortuiti. Esistono soltanto esperienze da cui imparare, e ciascuna di esse può essere usata come una potente lezione per andare avanti.
Non intendo suggerire che dovremmo in qualche modo celebrare i momenti critici. La vita porta spesso dolore, tragedia e perdita. Com'è naturale, piangiamo. Ci sentiamo sopraffatti. Urliamo e alziamo i pugni verso il cielo, completamente impotenti. Chiniamo la testa sperando con tutte le nostre forze che il colpo venga attenuato. Io ho conosciuto questo tipo di devastazione. Ho affrontato la paura di perdere non solo le gambe, ma anche la vita. Tuttavia, quando si allenta la pressione iniziale di quella sofferenza - quando i giorni diventano mesi, e i mesi ci sbattono brutalmente in faccia una nuova realtà-, ci rimane sempre una scelta. La nostra vita non è determinata da ciò che ci accade, ma da come reagiamo a ciò che ci accade. Possiamo vedere la nostra condizione come una serie di crudeltà casuali e permettere alle avversità di trasformarci in vittime amareggiate; oppure possiamo riconoscere il fatto che, anche se non riusciremo mai a capire perchè, queste cose capitano e, quando è così, possiamo cercare di trovare una motivazione più grande al di là della sofferenza. E' questo che ho scelto di fare...."


Spesso nei libri di crescita personale/pensiero positivo ho letto di "vedere il bicchiere mezzo pieno", ma in questo libro ho proprio percepito, tramite le parole dell'autrice, come si fa a vedere il bicchiere mezzo pieno.



Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma.